Maestro Albero
sei un amico, una guida e un modello per me
mi insegni ad elevarmi e ad espandere la mia coscienza
mi mostri che senza radici forti non posso crescere
e che l’attrazione verso il Cielo non è sincera senza rettitudine.
Mi animi ad avere il coraggio di morire e di spogliarmi di ciò che ho creato e poi di rinascere, partendo dal vuoto.
Mi spingi in avanti, perchè la vita che crei rende possibile un’infinità di vite che esplorano la terra e il cielo, e che è possibile vivere di Luce dialogando con la propria ombra, crando bellezza e abbondanza a disposizioni di tutti.
Da sempre sogni il sogno di Madreterra, un sogno di miriadi di forme che possono collaborare le une con le altre, da te imparo la fiducia nel vento e l’intelligenza di ogni specie.
Se oggi l’uomo ti mutila invece di curarti è perchè ha smesso di sognare già da molto tempo. Prima di sradicarti, di tagliare i tuoi rami e la tua cima, ha privato altri esseri umani della loro casa, della capacità di pensare con la loro testa, ha tolto loro la possibilità di esprimersi e ha ridotto la libertà al puro consumo. Ha sradicato, ingabbiato, ha torturato, violentato e sfruttato. Ha sperimentato e sperimenta ogni giorno una vita di isolamento dai ritmi della terra attraverso le macchine dietro alle quali si sente onnipontente.
Eppure quello che fa a te lo fa a sé stesso. Se oggi l’uomo non sa che sei vivo e non può disporre di te a suo piacimento è perchè lui stesso è morto, dopo essere stato mutilato.
Albero Maestro,
chi di noi esseri umani è ancora vivo vede tuoi rami maestosi al di là dei tagli. Lo spirito dell’Albero vive integro in chi conserva il seme del rispetto nel luogo inviolabile che è l’Anima del Mondo.
Ana Cuenca