In questi giorni non-ordinari in cui un intero pianeta si è fermato per la paura della morte, milioni di persone si confrontano con il significato della vita e della guarigione chiuse nelle loro case. Mai come in questo momento siamo invitat* o costrett* a riflettere su cosa significa realmente “stare” al mondo e che mondo abbiamo costruito per arrivare a questo. I più privilegiat* ( o i più inconsapevoli) in questi momenti forse pensano di avere ancora abbastanza risorse per resistere e arrivare al tempo in cui tornerà tutto come prima, in qualche mese, o “prima o poi”…Eppure è molto chiaro che quello che sta succedendo ci dice a gran voce che queste divisioni sono solo illusorie e che siamo Un Unico Corpo, una grande, immensa, unica manifestazione della vita nel pianeta: esseri umani, animali, vegetali e minerali, che vivono in ecosistemi che hanno uno spirito, oltre che una manifestazione fisica, per intenderci. Se la vita quindi è unità, è interdipendenza, è connessione, è movimento, la morte è separazione, incapacità di comunicare, isolamento, immobilità.

Qual’è la reale malattia che rende necessario un grande ciclo di morte in questo Unico Corpo? Ricordiamo infatti che prima della “pandemia” ci sono stai gli uragani, i terremoti, gli incendi delle foreste più importanti della terra e sono morti milioni di animali e di piante. Perché ora la morte è necessaria alla guarigione dell’anima del Mondo? Come diceva Ildegarda di Bingen, “Ciò che non si cura con il canto, con le erbe o con il ferro, lo cura la morte.”

Il sistema di valori che ha permesso che tutto questo potesse succedere è quello che ci ha separato dalla Verità e quindi dall’Amore.

Amore e morte in latino hanno la stessa radice, morte = mors e amore a-mors, questa “a” privativa definisce uno stato di mancanza di morte. Quindi amore e vita sono tra loro collegati e sono le condizioni basilari per cui l’energia vitale può circolare nel corpo fisico e tenerlo in vita. “Quando l’essere umano si piega ai condizionamenti del mondo materiale, intraprende inevitabilmente il suo viaggio verso la morte.”

La mancanza d’amore si manifesta nella disumanità, nell’indifferenza, nella violenza (quindi nel conflitto con l’altro e nella guerra) nello sfruttamento, nel sentimento di superiorità sugli altri, nel non rispetto. Quando abbiamo condannato gli altri ad annegare, abbiamo condannato noi stessi a mancare d’aria, quando siamo rimasti indifferenti verso la sofferenza, la violenza, la guerra, il conflitto, l’ingiustizia inevitabilmente anche noi abbiamo cominciato a morire. Quando abbiamo dato importanza solo al lato materiale dell’esistenza, al potere economico, non siamo più stati in grado di ricordare quali erano le nostre vere risorse vitali, creative, che ci permettono di esseri realmente viv*.

Certo, quando siamo nat* abbiamo trovato il mondo già molto infettato per la mancanza d’amore in tutte le sue manifestazioni, dalle più piccole alle più brutali, ma se siamo viv* oggi è perché l’Amore, nonostante le condizioni disperate in cui versa la specie umana, è l’energia che ci ha “messo al mondo” ed è il Flusso, il movimento dell’intero universo nella sua manifestazione di mondi e dimensioni che cambiano continuamente.

Non perdiamo questa occasione di riconoscere che siamo Amore ed allontaniamoci da ciò che ci vuole convincere del contrario. Anche se siamo “chiusi” nelle case siamo più che “esposti” ai messaggi di allarme, preoccupazione, impotenza. Per prima cosa allontaniamoci dalla paura che è il veicolo più veloce per farci perdere la fiducia nelle nostre capacità e la chiarezza di ciò che sta accadendo. “Iniziamoci” a creare una nuova realtà a partire dalla consapevolezza e dalla responsabilità delle nostre azioni.

Che realtà stiamo creando oggi, dentro e fuori di noi?

Ogni parola che creiamo nella mente, crea un’energia nel nostro corpo e crea una corrente (informazione) nel mondo. Impariamo allora a fare dell’Amore il nostro pensiero, le nostre azioni e le nostre parole. Impariamo ad amarci veramente, quindi ad essere realmente vivi e non solo a soddisfare dei bisogni, anche se non ce l’hanno insegnato.

Smetti di lamentarti ed entra nella gratitudine, benedici e non criticare, riconosci tutta la creazione come la manifestazione del Mistero e dell’Amore. Così creeremo compassione, invece che paura e speranza al posto della disperazione.  Sarà un ritorno la via alla vera guarigione, che è la via della Vita.

Ana Cuenca